Ciclo azoto acquario

Il ciclo azoto acquario è parte fondamentale di ogni ecosistema che esso sia acquatico o emerso, ed alla base nella trasformazione delle sostanze di scarto di organismi vertebrati ed invertebrati.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

Il ciclo azoto in acquario è un ciclo biogeochimico con il quale l’azoto si muove principalmente tra l’atmosfera, il terreno e gli esseri viventi. Questo ciclo viene definito gassoso poiché il pool di riserva, cioè il serbatoio di questo elemento chimico, è appunto l’atmosfera, dove l’azoto occupa circa il 78 % del volume totale. L’importanza del ciclo per gli organismi viventi è dovuta alla loro necessità di assimilare azoto per la formazione di composti organici vitali, quali le proteine e gli acidi nucleici, ma, ad eccezione di particolari batteri (azotofissatori), l’azoto atmosferico non può essere direttamente assorbito dagli organismi e ciò rappresenta spesso un fattore limitante per lo sviluppo forestale. Le piante acquatiche, però, possono assimilare l’azoto tramite l’assorbimento di alcuni composti azotati (nitriti, nitrati e sali di ammonio) che, disciolti nell’acqua, giungono fino alle loro radici.

Una volta organicato nella fitomassa, l’azoto viene quindi trasferito agli organismi eterotrofi, come gli animali, mediante la catena alimentare. La decomposizione dei resti organici restituisce al terreno l’elemento, che può ritornare nell’atmosfera grazie all’azione di alcuni batteri specializzati. Questo ciclo risulta molto complesso proprio perché l’atomo di azoto può entrare a far parte di un elevato numero di molecole: azoto molecolare, ammoniaca e sali d’ammonio, nitriti, nitrati ed azoto organico. I processi chimici coinvolti per la loro formazione possono essere suddivisi in quattro tipi: azotofissazione, ammonificazione, nitrificazione e denitrificazione. Cerchiamo adesso di capire come questo sia presente nelle nostre vasche e perché sia fondamentale conoscerlo per arrivare ad un ottima gestione di esse sia che si tratti di acquari d’acqua dolce o marina.

Ciclo e trasformazioni dell’Azoto in acquario

In natura, il ciclo dell’azoto avviene in maniera più semplice dovuta soprattutto all’autoregolazione che i vari Ecosistemi riescono a darsi; l’Acquario invece è una forzatura; nel riprodurre una porzione di natura. Difficilmente in una porzione del bacino Amazzonico o in una risaia Asiatica si potranno incontrare 20 pesci o più in 100 litri d’acqua, inoltre il costante ricircolo dovuto a sorgenti e piogge contribuisce ulteriormente ad alleggerire già il basso carico organico. Nelle nostre vasche invece non c’è ne un costante cambio d’acqua ne l’apporto di pioggia ed un carico organico sproporzionato rispetto a ciò che avviene in natura.

Ciclo azoto acquario

Ciclo azoto acquario

A venirci incontro c’è il filtro per permettere una maggiore superficie su cui insediarsi per i batteri Nitrificatori (che trasformano l’ammoniaca in Nitriti-NO2), Nitratori (che trasformano i Nitriti-NO2 in Nitrati-NO3) ed in minor quantità a batteri Denitrificatori (genere di batteri definiti Anaerobi facoltativi, che in carenza di ossigeno lo trattengono dai Nitrati rilasciando Azoto); un grande aiuto ci arriva infine dalle piante che necessitano di Azoto per le loro funzioni. In questo modo si riesce a chiudere il ciclo dell’azoto rilasciando Ossigeno da parte delle piante ed Azoto dal processo di Denitrificazione contribuendo alla rimozione degli inquinanti dalle nostre vasche.

Ciclo azoto acquario: Il perché della sua importanza

In acquario i valori di NO2- ed NO3- nonché l’assenza di ammoniaca e sali di ammonio è fondamentale per l’allevamento di pesci, invertebrati e gasteropodi. La presenza di ammoniaca e Nitriti è mal tollerata anche in minime quantità (gli NO2- nell’ordine di 0,5mg/l iniziano già ad essere nocivi), potendo anche portare al decesso dei nostri ospiti; i Nitrati invece sono maggiormente tollerati (il metro varia anche di specie in specie) generalmente se non superiori ai 50mg/l, però a differenza dei Nitriti, soprattutto in vasche scarsamente piantumate, tendono facilmente ad accumularsi, obbligandoci a cambi periodici costanti per mantenere un giusto valore in vasca. Da questo si deduce quanto sia importante conoscere il ciclo dell’azoto per poter gestire le nostre vasche nel migliore dei modi e nel rispetto degli Organismi che vogliamo allevare.

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