Fertilizzare piante acquario: Estimative Index

Questo metodo di fertilizzazione: Estimative Index dei plantacquari è stato messo a punto dall’americano Tom Barr, ed è utilizzato con successo da molti acquariofili stranieri. L’Estimative Index in Italia non è un metodo molto diffuso nonostante le garanzie di riuscita ci siano tutte.

Fertilizzare piante acquario

Fertilizzare piante acquario con il metodo Estimative Index

L’Estimative Index in poche parole consiste nel sovraccaricare l’acquario di nutrienti ma in maniera bilanciata, ogni fine settimana si fa un cambio del 50% di acqua e questo resetta i valori dell’acquario. Il lunedì si ricomincia il carico di nutrienti, questo significa avere sempre tutto quello che chiedono le piante senza porsi problemi di test, valori dei nitrati, del ferro o altro.

Metodo di fertilizzare piante acquario Estimative Index

Estimative Index in pratica è un metodo per fornire nutrimento illimitato alle piante in modo che non ci sia alcuna possibilità di carenza che possa bloccare l’assorbimento di altri elementi, anche se a molti può sembrare strano questo è uno dei modi migliori per gestire un plantacquario senza stare tutti i giorni a misurare, a porsi dei dubbi se manca qualcosa o se abbiamo esagerato con un altra, per un solo motivo: è tutto esagerato.

Il dosaggio dei sali dovrà essere rapportato in maniera corretta soprattutto in rapporto alla luce che è l’elemento principale nella fotosintesi. Se abbiamo una neon da 20 watt su un acquario da 50 litri sicuramente il consumo della vasca sarà inferiore rispetto allo stesso acquario con illuminazione da un faro hqi da 70 watt.

Supponiamo che il consumo di nutrienti da parte delle nostre piante acquatiche sia di 5ppm al giorno, tutto quello che dobbiamo fare è assicurarci di immettere nell’acqua una quantità di nutrimento superiore a questi 5ppm; se non si raggiunge questa quantità la pianta non avrà sufficiente nutrimento e comincerà a ricorrere alle sue scorte, spesso spostando gli elementi mobili come i macro dalla parte più vecchia a quella più giovane e avremo i primi sintomi di carenze nutritive.

Tom Barr

Tom Barr ha condotto diversi esperimenti sulla quantità di luce che può essere usata prima di raggiungere il valore “illimitato” nell’Estimative Index. La luce è l’elemento principale della catena alimentare della pianta; un aumento di luce genera automaticamente un aumento della domanda di nutrienti, se questi nutrienti non vengono forniti in tempo la pianta userà riserve interne e sposterà tutte le sue forze sulle foglie più giovani per continuare al meglio la fotosintesi.

Se i nutrienti non vengono forniti in tempo o in quantità adeguate la pianta va in carenza e avremo dei problemi come arresto della crescita, avvizzimenti o clorosi delle foglie che se si prolungano portano alla morte della pianta stessa.

Prendiamo come esempio il classico acquario da 100 litri. Se abbiamo una lampada da 50 watt l’assorbimento delle piante sarà piuttosto lento, per esempio 1ppm al giorno, quindi sarà necessario fornire alle piante almeno 1ppm al giorno di nutrienti.
Se aggiungiamo un altra lampada da 50 watt 1ppm al giorno non basterà più e ce ne vorranno almeno 2ppm.

Se continuassimo col dosaggio di prima, la fotosintesi, la catena alimentare delle piante, subirebbe un arresto.
Aumentando la luce di pari passo con i nutrienti Tom è arrivato a stabilire che per quanto riguarda la luce il valore “illimitato” per le piante acquatiche è di 4-5watt/gal (circa 1.2-1.5watt/litro) oltre questo valore ha notato che le piante non aumentavano più l’assorbimento di nutrienti.

Se si misura la concentrazione di un sale a mezzogiorno il lunedì e si ottiene un valore di 10ppm e poi la si misura di nuovo il Martedì mezzogiorno e si ottiene un valore di 8 ppm allora il tasso di assorbimento dovrebbe essere espresso come 2ppm al giorno; questa è la base su cui nasce tutta la teoria di Tom Barr. In base a questo ragionamento ha poi determinato quali sono gli altri “limiti” da raggiungere con i nutrienti, arrivando ai seguenti risultati:

  • Nitrati (NO3) 20ppm per settimana
  • Potassio (K) 30ppm per settimana
  • Fosfati (PO4) 3ppm per settimana
  • Magnesio (Mg) 10ppm per settimana
  • Ferro (Fe) 0.5ppm per settimana

ppm invece che mg

Tom Barr preferisce il termine ppm all’uso del classico mg perché lui e la maggior parte degli acquariofili d’oltreoceano che usano questo metodo immettono i nutrienti nell’acquario usando direttamente i sali e non le soluzioni. In America e in altri paesi dove questo metodo è molto diffuso sono in vendita degli appositi cucchiaini in svariate misure e lo stesso Estimative Index originale descrive i dosaggi in teaspoon (cucchiaio da the) e loro multipli o sottomultipli.

ppm significa parte per milione e secondo Tom è molto più facile parlare di concentrazione piuttosto che di numero di milligrammi in un acquario perché in questo modo siamo in grado di confrontare due acquari direttamente a prescindere dalla loro dimensione. Un ppm in un acquario da 100 litri è esattamente la stessa concentrazione di un ppm in un acquario da 1000 litri, tuttavia l’acquario da 1000 litri può avere 10 volte tanto peso di sali disciolto (ha anche 10 volte la quantità di acqua).

Dosaggi giornalieri

I consumi di una vasca descritti sopra si riferiscono a vasche con illuminazione “illimitata” ma non tutti dispongono di lampade che forniscono più di 1watt/litro. La cosa bella è che non ha importanza, significa solo che le piante assorbiranno meno di quello che stiamo fornendo e abbiamo un margine di errore superiore, non rischieremo di avere carenze. Dopo un po’ di esperienza e di controllo delle piante arriveremo a stabilire di quanto dovremo diminuire i dosaggi per adeguarli alla quantità di luce presente in acquario, questa sarà la vera parte la parte “estimative” del protocollo di Tom, saremo noi a stimare il fabbisogno delle piante in base a crescita e illuminazione.

Per arrivare a dosare 20ppm di KNO3 alla settimana si presuppone che la vasca consumi circa 3ppm al giorno di nitrati, potremmo fornire tutti i giorni questa quantità o dosando sali direttamente in vasca o usando soluzioni liquide. Tom per comodità sua ha scelto di dosare il tutto 3 volte la settimana, quindi circa 7ppm per 3 dosaggi settimanali di KNO3; questo è diventato in poco tempo uno standard ma non è certo una legge, nessuno ci vieta di fare un dosaggio unico o di dosare giorno per giorno quello che mettiamo in vasca.

Lo standard di Tom è così composto:

  1. Domenica: cambio del 50% e dosaggio di KNO3 + KH2PO4 + MgSO4
  2. Lunedì: dosaggio plantex csm (o altri microelementi)
  3. Martedì: dosaggio KNO3 + KH2PO4 + MgSO4
  4. Mercoledì: dosaggio plantex csm (o altri micro)
  5. Giovedì: dosaggio KNO3 + KH2PO4 + MgSO4
  6. Venerdì: niente
  7. Sabato: niente

(Nota: nell’articolo originale vengono usate come misure i galloni anziché i litri e per i dosaggi i teaspoon anziché i grammi, ritengo che in italia dato che il teaspoon non è un unità di misura reale sia meglio usare una soluzione liquida che apporti le quantità espresse in mg/lt.)

Un acquariofilo potrebbe domandarsi: ma il cucchiaio deve essere raso, deve avere la montagnetta, deve essere lungo e stretto? Non ha importanza, non serve sapere con precisione maniacale quanti milligrammi di sali abbiamo aggiunto, quello che conta è che le piante raggiungano il loro limite di assorbimento.

Dato che non tutti dispongono di luce “illimitata” è inevitabile avere un surplus di nutrienti; questo spaventa molte persone convinte che questo surplus possa causare problemi. In realtà non è così, avere nutrienti in eccesso in modo bilanciato ci aiuterà sicuramente se saltiamo un dosaggio, se disponessimo di 1,5 watt/litro probabilmente saltare un dosaggio potrebbe creare carenze di assorbimento, ma quasi nessuno mette 150 watt di luce su una vasca da 100 litri, questo è il vantaggio dell’estimative index: finché si dispone di nutrimento in eccesso le piante non moriranno di fame!

Cambi d’acqua

I cambi d’acqua non vanno associati al controllo degli eccessi di nutrienti: in una vasca con molta luce si accumulano detriti, urine e feci dei pesci, enzimi e proteine di scarto delle piante, foglie morte o avanzi di cibo in decomposizione, tutti questi rifiuti possono trasformarsi in ammoniaca che è spesso letale per i pesci, per questo grossi cambi d’acqua sono indispensabili in acquari con molta luce.

Negli Stati Uniti usano quasi tutti il plantex csm per dosare ferro e microelementi ma il plantex csm in Italia non è commercializzato. Lo si può sostituire con qualsiasi altro prodotto, sia commerciale sia in soluzioni preparate in casa con i soliti cifo mikrom, cifo ferro, ferro compo etc… quello che conta è che si riesca a dosare la percentuale corretta di microelementi nell’arco della settimana.

I test dell’acqua con l’Estimative Index diventano praticamente inutili, la base di questo tipo di fertilizzazione è fornire sempre un elemento al di sopra della capacità massima della pianta, per cui a noi interessa poco sapere se abbiamo 1ppm o 3ppm di nitrati in più rispetto al massimo assorbimento della vasca, l’importante è che ci siano. Se poi vi piace fare i test nessuno ve lo impedisce, ma non preoccupatevi se a metà settimana trovate 2ppm di fosfati.

Molti si domandano se questi eccessi possono provocare la nascita delle alghe, Tom ha espresso la sua opinione in merito attribuendo la nascita di alghe a 5 fattori scatenanti:

  • carenza di CO2 o distribuzione inadeguata di CO2
  • scarso movimento dell’acqua nella vasca
  • scarsa manutenzione della vasca, mancanza di pulizia o di accumuli di detriti nella vasca
  • sovralimentazione dei pesci
  • disturbo eccessivo del substrato, continui trapianti o sifonature profonde

Tutti questi fattori hanno una cosa in comune: in acqua viene liberata dell’ammoniaca. Per avere successo con l’Estimative Index dobbiamo mettere da parte l’idea che troppi nutrienti fanno crescere le alghe, al contrario Tom fa notare che i primi focolai algali si hanno proprio in carenza di elementi nutritivi combinata con i fattori scatenanti di cui abbiamo parlato prima; ovviamente la CO2 dopo la luce ricopre un ruolo essenziale, le piante sono composte da carbonio e senza carbonio non c’è crescita.

Metodo di fertilizzazione: Estimative Index conclusioni e considerazioni

Lo sto sperimentando in un piccolo acquario di 50 litri netti che ho riempito alla fine di dicembre. Dopo alcuni errori di gestione dovuti un po’ alla fretta un po’ all’inesperienza e ai dubbi su questo tipo di fertilizzazione posso assicurare solo una cosa: la vasca si è riempita di filamentose ed era tutto completamente verde. Non ho pesci in vasca e non sto usando nessun prodotto antialghe ma nel giro di 15–20 giorni noto che le alghe stanno regredendo da sole nonostante aggiunga regolarmente cucchiaiate di fertilizzanti 5 volte la settimana.

Non ho mai misurato i valori dell’acqua e l’unico inconveniente è il cambio settimanale del 50% ma su 50 litri cambio una tanica da 25, ci metto meno di 20 minuti. Come metodo di gestione è piuttosto semplice, bisogna solo entrare nell’ottica della sovralimentazione delle piante. Non è un metodo che consiglierei a chi ha una vasca da 800 litri più che altro per i costi dell’acqua. Qui da me le bollette sono diventate molto salate negli ultimi anni a fronte di un peggioramento della qualità dell’acqua e del servizio.

Ho visto come Tom Barr cambia l’acqua in un suo video: semplicemente mette un tubo di uscita che va a scarico nel giardino e un tubo direttamente dal rubinetto che riempie di nuovo la vasca e anche questo può essere un problema per chi vive in zone fredde, buttare acqua gelida in una vasca che ha 25-26 gradi di temperatura non è una buona cosa.

Continuerò l’esperimento con piante rosse un po’ più esigenti appena me ne arriva qualcuna ma penso che non avrò grossi problemi.

Articolo di Stefano65

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