Fosforo: Fertilizzante piante acquatiche

Fertilizzanti: Il fosforo (simbolo chimico P) è uno dei macroelementi che costituiscono la struttura dei vegetali. Pur essendo presente in una percentuale dello 0.2-0.3% il fosforo è importantissimo per quasi tutte le funzioni metaboliche all’interno della pianta. Il fosforo è un elemento mobile, ciò significa che la pianta lo può spostare a suo piacimento dalla parte vecchia a quella più giovane.

Fertilizzante piante acquatiche fosforo

Fertilizzante piante acquatiche fosforo

Il fosforo è un materiale altamente infiammabile, non è riscontrabile come minerale puro ma per la fertilizzazione viene utilizzato sotto forma di fosfato (PO4). I fosfati sono contenuti in diversi mangimi, oltre che nelle deiezioni dei pesci, ma sarebbe un errore pensare di fertilizzare utilizzando mangimi scadenti che proprio per questo motivo contengono molti fosfati. Le piante alla forma organica del fosforo preferiscono infatti quella minerale.

Caratteristiche fertilizzanti fosforo e carenze

Un’altra caratteristica del fosforo è che tende a legarsi con il ferro andando a formare un precipitato praticamente insolubile. Questo è il motivo per cui è sempre consigliabile dosare il ferro almeno qualche ora prima dei fosfati. Una carenza di fosforo si evidenzia dapprima sulle foglie più vecchie; la pianta sposta gli elementi mobili sulle foglie più giovani, quelle più vicine alla luce dove avviene la fotosintesi. Le foglie vecchie dapprima assumono un colore più scuro e tendono anche ad arricciarsi verso il basso. La crescita della pianta rallenta, gli steli tendono ad inscurirsi e a diventare mollicci. Sulle piante acquatiche rosse le foglie assumono un colore bronzeo, violaceo. In seguito sulle foglie appaiono delle necrosi, piccole bruciature sui margini.

Le foglie più giovani cominceranno poi ad ingiallire le venature su queste foglie appariranno violacee. Se a questo punto togliessimo la pianta dal substrato noteremmo delle radici molto piccole e striminzite: a questo stadio la sopravvivenza della pianta è già compromessa, lo stelo tende a spezzarsi anche tirando leggermente la pianta verso l’alto. In una vasca ben avviata e stabile il primo segnale di carenza di fosfati è la nascita di GDA (green dust algae, i puntini verdi) sui vetri dell’acquario. Quando noto che iniziano a crescere le GDA sui vetri provvedo subito ad integrare il fosforo.

Gli eccessi di fosforo creano problemi nell’assorbimento di molti microelementi:ferro, rame, zinco; ciò comporta una reazione a catena che coinvolge tutti gli altri nutrienti. Come ormai ben sappiamo la cosa più importante nella fertilizzazione è fornire i nutrienti in maniera bilanciata: ogni eccesso può portare a crescita di alghe, il fosforo è uno dei principali elementi per le BBA.

Come possiamo ridurre la presenza eccessiva di questo elemento?

Esiste un solo modo, fare cambi d’acqua frequenti cercando di sifonare il fondo, evitando di lasciare foglie e residui di cibo in decomposizione sul substrato. I fosfati tendono a precipitare e ad accumularsi nel substrato ma la loro trasformazione in sali insolubili (gli ortofosfati) è un processo lunghissimo; può succedere di trovare questi sali quando si smantellano vasche vecchie di oltre 5 anni, mischiati nel ghiaietto.

Vediamo ora di quantificare l’apporto di fosfati per una crescita corretta delle piante

Innanzitutto dobbiamo tenere presente che la quantità del fosforo deve essere sempre bilanciata rispetto agli altri 2 macroelementi principali, i nitrati e il potassio. Il rapporto ideale tra nitrati,fosfati e potassio è 1-10-15. Ciò significa che se abbiamo 10 mg/lt di NO3- nella nostra vasca il valore corretto di PO4 sarà pari a 1mg/lt circa. Un buon valore di partenza è 1mg/lt di po4,sempre tenendo i nitrati a valori di 10-15mg/lt. Ci sono piante molto avide di questo elemento, alcune Rotala come la Rotala Macrandra mostrano il meglio se il valore dei fosfati è attorno ai 2 mg/lt,lo stesso vale per i Miryophyllum. In generale è meglio non superare questi valori,basta un piccolo squilibrio per generare la nascita delle alghe,oltre ad aumentare inutilmente la conducibilità.

In una vasca molto piantumata con pochi pesci sarà opportuno integrare i fosfati,il metodo migliore per farlo è usare il fosfato di potassio. C’è anche chi usa il clismalax, un clistere monodose reperibile in qualsiasi farmacia e non nego di averlo usato pure io;il problema del clismalax è che apporta fosfati sotto forma di fosfato di sodio.il sodio oltre a non servire a nulla in un acquario dolce se usato per troppo tempo o a sproposito può diventare antagonista nell’assorbimento del calcio,creando così altri problemi. Inoltre il fosfato di potassio oltre al fosforo apporta anche potassio,seppur in quantità ridotte; il potassio al contrario del sodio serve sempre nei nostri acquari.

Fosforo: I prodotti e i dosaggi

Se preferiamo ricorrere a prodotti già pronti per aumentare il fosforo ne troviamo parecchi nelle linee di prodotti delle varie marche. Tra i più noti Seachem phosphorous e EasyLife fosfo, ma ce ne sono molte altre,c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Una cosa molto importante è calcolare il consumo della vasca; una volta che abbiamo portato i valori dei vari nutrienti più o meno a l valore che ci siamo prefissati il modo migliore per proseguire e fertilizzare in modo corretto è tenere monitorata la vasca usando i test a reagente per le prime settimane.se ad esempio dopo un cambio apportiamo 1 mg/lt di PO4 e 10 mg/lt di NO3- misurando i valori a fine settimana possiamo renderci conto del consumo e regolarci di conseguenza. Se ad esempio a fine settimana rileviamo PO4 0.5mg/lt significherà che la nostra vasca ha consumato solo la metà di quello che abbiamo aggiunto,la settimana successiva diminuiremo il dosaggio. Se rileviamo valori pari a zero sappiamo che le piante si sono mangiate tutto quello che abbiamo aggiunto, e potremo aumentare un po’ i dosaggi nella settimana successiva.

Resta sottinteso che per me i cambi d’acqua sono essenziali nella gestione corretta di un acquario: per eliminare eccessi, prodotti di scarto e inquinanti l’unica soluzione è un cambio d’acqua regolare.

Articolo di: Stefano65

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Amministratore del sito Forum Plus, appassionato di Internet, informazione e cultura.

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