Illuminazione acquario: lampade fluorescenti

In questo articolo cercherò in maniera molto semplice di illustrarvi il funzionamento e le tipologie di lampade fluorescenti che si possono usare per l’illuminazione acquario. In commercio esistono molti tipi di lampade in ambito di illuminazione, ma le più comuni sono le lampade fluorescenti i cosiddetti neon.

Esempio di illuminazione acquario: Le lampade per illuminare l'acquario
Illuminazione acquario

Lampade fluorescenti: Il principio di funzionamento

Il funzionamento è molto semplice, e si basa sull’accensione del gas al mercurio, argon, xeno o kripton all’interno alla lampada che attraversato dalla corrente si ottiene un’emissione di raggi UV. Quando la lampada viene alimentata tutti gli elettroni in movimento tra i 2 elettrodi fissati ai lati opposti del tubo eccitano gli atomi di mercurio contenuti nel gas interno. Essi dopo questo processo emettono i cosiddetti fotoni che a loro volta producono un onda ultravioletta ed andando a sbattere sul vetro della lampada ricoperto da materiale fluorescente (fosforo) emettono la luce che vedete. La composizione chimica del materiale fluorescente permetterà di produrre le cosiddette tonalità calde o fredde della lampada.

I materiali fluorescenti più comuni in commercio

Esistono 3 tipi di polveri che vengono utilizzate per la fluorescenza della lampada e sono le più vendute commercialmente:

  • Polveri ad alofosfati (lampade fluorescenti standard)
  • Polveri al trifosforo, composte da 3 alofosfati.
  • Polveri al pentafosforo che principalmente sono formate da una miscela di terre rare da alofosfati.

Vi sarà capitato molte volte che in fase di acquisto troviate delle particolari sigle identificative sulle confezioni delle lampade, tipo 830/865/840/880/827. Di norma i codici riportati sono a 3 numeri, il primo indica il tipo di materiale fluorescente usato, gli altri 2 indicano la temperatura di colore espressa in gradi kelvin.

  • 6 Indica alofosfati.
  • 7 Indica alofosfati extra, trattamento per una extra resa.
  • 8 Indica trifosforo.
  • 9 Indica pentafosforo.

I due numeri che seguono invece si riferiscono a:

  • 627 Sarebbe alofosfati con tonalità gialla-calda di 2700K.
  • 630 Sarebbe alofosfati con tonalità gialla-calda di 3000K.
  • 740 Sarebbe alofosfati extra con tonalità bianca/neutra-fredda da 4000K.
  • 865 Sarebbe al trifosforo con tonalità bianca/diurna-fredda da 6500K.
  • 910 Sarebbe al pentafosforo con una tonalità molto alta che rispecchia una luce bianco/viola/diurna da 10000K.

In commercio esistono molte tipologie di lampade specifiche per acquaristica, molte delle quali raggiungono gradazioni oltre i 6800K assolutamente sconsigliate per il vostro acquario. Invece ad esempio la Dennerle come descritto in questo articolo produce lampade specifiche con un particolare filtro UV che ne consente l’uso continuativo in acqua dolce. Nella maggior parte delle ipotesi in fase di allestimento si sceglierà una gradazione che si assesti tra i 6000-6700 kelwin per l’uso completo nel fotoperiodo perché rappresenta la luce giornaliera, a differenza se intendete usare delle particolari lampade con gradazioni tra i 3000/4000 kelvin per simulare la luce di mezzogiorno, vi invito a non eccedere nelle ore di utilizzo, che possono arrivare massimo a 4/5 ore. Superando questa soglia di tempo essendo esenti da filtro UV potrete incappare in una spiacevole formazione di alghe in vasca. In più in caso di allestimenti formati da molti prati o da piante esigenti di luce come le rosse o comunque che assorbono molte quantità di ferro per la loro colorazione rossastra le lampade “obbligatorie” rimangono le 6500K che forniscono un ottima luce per il loro sviluppo.

Tipi di lampade fluorescenti

Le lampade fluorescenti che normalmente si trovano in commercio e le più usate sono le CFL (Compact Fluorescent Lamp), il tubo è sagomato in maniera da ridurre il più possibile l’ingombro della lampada, integrando al di sotto di essa la parte elettronica di accensione comprendendo il ballast. Gli attacchi più comuni sono quelli a vite da E14 il più piccolo e dal E27 il più grande, inoltre in commercio si trovano anche altri formati meno conosciuti come l’attacco B22 e GU10. Purtroppo le gradazioni che si trovano in commercio non sono ampie come per i tubi lineari, ma comunque riescono a coprire una buona gamma di kelvin come riportati di seguito:

  • 2500K
  • 2700K
  • 3000K
  • 4000K
  • 6400K
  • 6500K

Inoltre in termini di potenza nominale vi ricordo che i watt che trovate sulle confezioni delle lampade CFL sono quelli di cui dovete tenere conto e non il paragone con la lampada a filamento. Inoltre da ogni lampada dovete sottrarre circa 2/3 watt di potenza perché assorbita da reattore/ballast per il normale funzionamento. Le lampade non sono a tenuta stagna, quindi se usate per l’illuminazione acquario potrebbero verificarsi cortocircuiti all’interno del ballast anche con la semplice condensa, quindi se le vorreste usare per l’illuminazione acquario sarà a vostro rischio e pericolo.

Le lampade lineari in acquario

Sono le più usate in ambito acquaristico e le più performanti come illuminazione acquario calcolando il basso costo di vendita. Le più usate in commercio sono le T5 e le T8. La differenza sostanziale tra le 2 lampade è la resa di luce che risulta superiore nelle T5. Tutte le lampade hanno bisogno di un ballast per il loro funzionamento tarato correttamente per la potenza nominale del neon. Gli attacchi delle lampade T5 sono denominati G5 al contrario per i T8 necessitano di un attacco G13. Esistono di varie lunghezze in base alla potenza scelta, quindi prima dell’acquisto verificate bene le misure per non incorrere in errori. Nel post montaggio esistono delle cuffie apposite per impermeabilizzare i contatti del neon, cosi da evitare spiacevoli cortocircuiti.

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