Nanofish e nano-acquario

Negli ultimi anni è forte aumento la tendenza ad acquistare vasche piccole, di massimo 30-40L, principalmente per ragioni di spazio o perché magari si è stati mal consigliati dal rivenditore di turno.

Nanofish Danio choprae

Nanofish Danio choprae

Una volta arrivati a casa soddisfatti del nostro acquisto e pieni del desiderio di mettere dentro una miriade di pesciolini colorati, i nostri sogni di gloria si frantumano come una bolla di sapone alle parole: “in quel litraggio nessun pesce, massimo un caridinaio o dei nanofish“. Non prendo in considerazione vasche sotto i 30L perché a mio avviso, in quel caso, nessun pesce dovrebbe essere costretto a vivere in quelle dimensioni, perciò qualora la vostra vasca rientrasse in questa categoria il mio suggerimento è quello di allestire un Olandese, o un Caridinaio.

I pesci Nanofish e i nano acquari

Quello che a primo impatto può sembrare la fine dei nostri sogni, in realtà è l’inizio di una splendida avventura se avremo la pazienza di procedere con ordine, e soprattutto nei limiti di quanto la nostra vaschetta consente. Vorrei inoltre ricordare che le vasche più piccole sono più saranno complesse da gestire, in pochi litri gli errori sono mal tollerati rispetto ad una vasca grande, le piante diventeranno in poco tempo troppo grandi e richiederanno potature più frequenti, in estate il termometro salirà velocemente, ecc. Quindi credo di poter tranquillamente affermare che una nano vasca richieda una supervisione maggiore di quello che ci si potrebbe aspettare. Personalmente, non la consiglierei ad un neofita, la cosa migliore sarebbe partire da un litraggio che vada dai 60 ai 120 litri minimo; ma se non è possibile per ragioni di spazio o perché oramai abbiamo fatto il nostro acquisto…beh vediamo come poter allestire il nostro gioiellino.

Nanofish: cosa sono?

Iniziamo subito sfatando un mito, i cosiddetti Nanofish non sono altro che un insieme di pesci accomunati dal fatto biologico di essere grandi circa 3cm. Non è affatto detto che possano essere tutti inseriti in una nano vasca, tanto per portare un esempio anche il Paracheirodon innesi (più conosciuto con il nome comune di Neon) nonostante i suoi 4 cm ha bisogno di una vasca lunga almeno 80 cm per esigenze di nuoto; quindi è fondamentale porre attenzione alle caratteristiche del pesce che andiamo a scegliere e non solo alle sue dimensioni reali. In una vasca di 30-40 litri potremmo scegliere tra un gruppetto di (6/7 esemplari): Boraras brigittae ; Boraras micros ; Corydoras pygmaeus; Danio margaritatus; Hyphessobrycon amandae. Oppure ancora una coppia/trio di Danio erythromicron e Dario dario.

Consigli per l’allestimento di un nano-acquario

Ovviamente, anche per le nano vasche, valgono tutte le regole principali di una vasca grande: scegliere prima la specie regina ed un base alle sue necessità andare a vedere il fondo migliore, i valori chimici dell’acqua, la temperatura, le piante e altri arredi (eventualmente se lo spazio lo consente). La cosa importante da considerare è che dovremmo prestare molta attenzione ai valori chimici, in quanto nella maggior parte dei casi sono specie molto delicate. La cosa ideale sarebbe quella di utilizzare esclusivamente acqua d’osmosi integrata con gli appositi sali. La vasca dovrà essere ben piantumata: muschi, galleggianti, le immancabili epifite quali le Anubias e qualche rapida come la Limnophila sessiliflora o il Ceratophyllum ci aiuteranno a mantenere gli inquinanti bassi. Non vi spaventate, tutto ciò è possibile anche senza un impianto luce da stadio (anche perché molti dei pesciolini suddetti mal tollerano l’illuminazione forte) e CO2. E’ chiaro che in assenza di quest’ultima le piante rapide non saranno più rapidissime ma se scegliamo specie semplici non ci saranno problemi.

L’altra cosa importante da considerare è il discorso alimentazione. Sono pesci che non possono essere alimentati solo con il comune cibo in scaglie (alcune specie addirittura non lo mangiano affatto) quindi dovremo essere in grado di fornirgli cibo vivo o surgelato, acquistandolo presso i rivenditori oppure allestendo noi stessi uno schiuditoio.

Articolo di: Sara

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