Real Steel

Hugh Jackman contro i robot. Il 25 novembre 2011 è uscito, anche in Italia, Real Steel di Shawn Levy, un film d’azione e fantascienza con Hugh Jackman. La produzione, ancora una volta, è dell’intramontabile Steven Spielberg. Si tratta di un adattamento del racconto Steel di Richard Matheson, autore anche di Io sono Leggenda.

Real steel film

Real steel

Real Steel film

Nel film c’è una società del futuro dove robot, in forma umana, combattono come pugili, in un’evoluzione tra pugilato e videogames. Il divertimento del pubblico che li guarda vuole che gli scontri siano senza esclusione di colpi e quindi, senza regole sportive. Le due macchine in gara si picchiano fino a far saltare i propri pezzi e circuiti e vince chi rimane “più intero”. Charlie Kenton, interpretato da Hugh Jackman, è un pugile al tramonto che ha perso l’ultima occasione per vincere il titolo proprio quando è stato sostituito da un robot, sul ring. Adesso vive montando i robot con materiali di scarto, per farli combattere negli incontri clandestini.

Il figlio undicenne Max, interpretato da Dakota Goyo, da cui si era separato per evitare responsabilità paterne, ritorna nella sua vita e lo convince ad allenare un robot che possa vincere. Riprendendo un modello molto vecchio, rimesso a posto, costruiscono il robot Atom.

Collaborazione tra la DreamWorks e la Disney

Real steel locandinaUn’insolita collaborazione fra due colossi, solitamente in competizione, la DreamWorks che lo produce e la Disney che lo distribuisce, consegna un prodotto di intrattenimento, forse con spunti di riflessione su temi come la sete di violenza del pubblico, andando avanti nel futuro, che fa sentire l’insufficienza dei combattimenti umani fisici e porta ad usare i robot; con un’abilità a rendere umani robot ed oggetti che diventano protagonisti umani contro la voglia di riscatto dell’umano rispetto ai robot e alla tecnologia che vogliono sostituirlo; culminando con l’illustrazione di un rapporto padre – figlio, che si affronta anche nelle società del futuro. Tecnologia ma anche sentimenti, per rassicurare il pubblico sulle incombenti previsioni di un futuro incerto e privato di umanità.

  • Articolo di: Andrea Di Cosmo
  • Fonte: www.cinemafantascienza.it

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