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Rocce per acquario

Leggendo vari articoli, guide ed altro sugli allestimenti degli acquari, ho notato un po’ di disinformazione sui tipi di rocce per acquario da poterci inserire. Considerato soprattutto il fatto che queste ultime potrebbero o meno influire sui parametri fisici dell’acqua. Quante volte ci si è sentito dire “Ma si, prendi qualsiasi roccia che trovi in giardino o al garden e mettila tranquillamente in acqua”, consiglio sì gradito, ma che non tiene conto di svariati fattori.

Le rocce per acquario più diffuse

In natura si trovano rocce calcaree che rilasciano sali in acqua aumentandone la durezza, come ci sono quelle che non li alterano affatto. Alcune saranno inadatte a determinati pesci delicati, essendo taglienti potrebbero ferirli; altre invece per il loro colore potrebbero infastidire gli ospiti; alcune sono molto ricche di ferro, sopratutto quelle con venature arancio/rosse come le rocce Arcobaleno. Insomma, bisogna prendere in considerazione tutti i fattori e tipologie e soprattutto avere coscienza di cosa dobbiamo realizzare e successivamente valutare l’eventuale acquisto. Il loro posizionamento è un fattore molto importante, sopratutto evitiamo di creare rocciate molto elevate senza assicurarle tra di loro, con la possibilità di un eventuale crollo ed una probabile rottura dei vetri.

Rocce per acquario: Le rocce calcaree

Rocce calcaree

Nella stragrande maggioranza dei casi, le rocce si possono incollare con dei sigillanti a base bicomponente, innocui in acqua, che si asciugano anche in immersione e di basso prezzo. Inoltre possono essere utilizzate anche per creare caverne e rifugi, oppure semplicemente creando dei divisori per il frazionamento del territorio; saranno molto utili in caso di pesci particolarmente sensibili a tali equilibri. La scelta del colore andrà in abbinamento alla tipologia di piante e di pesci che si andranno ad introdurre, mentre la forma (circolare, arrotondata, a punta o a lastra) sarà utile a diversi utilizzi. Tra queste l’ardesia, una roccia che si presta molto bene alla costruzione di terrazze molto sceniche in acquario. In commercio esistono molte varietà sintetiche di qualsiasi colore e forma, ma anche molto dispendiose.

Roccia sedimentaria

Roccia sedimentaria

Secondo me la bellezza dell’autenticità della Natura non ha eguali. Vi invito quindi alla ricerca di esemplari di rocce vere, non riproduzioni di materiale plastico, che in un ecosistema(1) non servono a nulla. In questo caso molti consigliano anche di usare la pietra Arenaria(2), molto bella esteticamente ma anche pericolosa, perché è una roccia di origine sedimentaria; potrebbe quindi contenere particelle di quarzo cementate tra loro con altra silice, oppure con carbonati di calcio o con ossidi di ferro. In questo caso, se non siete sicuri di come si sia formata, evitate di usarla. In natura esistono anche rocce molto ricche di carbonati, che con il tempo potrebbero essere rilasciati in acqua modificandone i valori.

Scoprirlo è molto semplice, basta usare dell’acido muriatico usando appositi guanti (facendo molta attenzione perché nocivo e corrosivo), oppure usare del comune anticalcare come il VIAKAL. Basta metterne una piccola quantità sulla roccia da trattare e se “frizza”, allora è calcarea. In tal caso bisognerà fare molta attenzione all’allestimento in cui si decide di usarla, perché con un pH in zona acida inizierà a rilasciare carbonati, innalzando la durezza nell’acqua. Se invece non reagisce, allora la roccia è neutra e non causerà variazioni chimiche in acqua. E’ naturale che in un acquario di Ciclidi africani si necessita di valori più duri dell’acqua, quindi ben vengano; invece, nei biotopi acidi bisognerebbe evitare rocce calcaree, per il suddetto motivo.

Piante epifite

Piante epifite

Ricordiamoci inoltre che in natura esistono tipologie di batteri che nelle nostre vasche non vorremmo avere, per molteplici motivi; depositandosi sulle rocce, che poi immettiamo in acquario, potrebbero scatenare molte problematiche. Prima dell’inserimento in acqua è quindi buona norma procedere con un attività di sterilizzazione, che potrete ottenere facilmente facendo bollire in pentola per qualche minuto le rocce che avete scelto. Con questo metodo sarete certi di non inserire agenti patogeni nelle vostre vasche, sopratutto nel periodo di maturazione. Ultima considerazione, ma non per questo meno importante: ricordatevi che al pari dei legni, se non addirittura in maniera più efficiente, le rocce possono ospitare anche molte piante epifite(3), che aggrovigliando le proprie radici nelle rocce si presentano con un effetto a dir poco spettacolare.

Un esempio potrebbero essere le Anubias o i Microsorum, su rocce increspate come quelle calcaree o laviche non faranno fatica a trovare ancoraggi ideali dove crescere. In conclusione, i vari tipi di rocce, come elemento di arredo, secondo me non hanno nulla da invidiare ai legni. Inoltre, se utilizzate con coscienza e buon gusto, possono avere addirittura più importanza sia dal punto di vista estetico che funzionale. Le rocce più comuni:

Granito

Il granito è una roccia magmatica; si presenta con una struttura olocristallina che mette in risalto la lucentezza alla pietra. Ha varie composizioni abbastanza elevate di quarzo, internamente alla sua struttura, che firma indelebilmente la sua caratteristica di varie colorazioni, dal bianco/nero al rosa con sfumature spettacolari, fino ad arrivare al verde. Essa si forma attraverso il raffreddamento del magna a diverse profondità. Nonostante si discuta ancora su processo di formazione, ci sono ancora diverse teorie al riguardo. Secondo me la più interessante riguarda la cristallizzazione frazionata, cioè essa avverrebbe già all’interno della camera magmatica e non esternamente. Evitando concetti specifici, si può affermare che il granito, indipendentemente da quale sia stato il suo processo di formazione, si presenta come una pietra molto compatta e molto pesante.

Granito

Granito

Vi ricordo che l’uso in acquario dovrà essere limitato. Una sua presenza consistente potrebbe causare una pressione notevole sul vetro di fondo con conseguenze spiacevoli. Utilizzatene solo qualche elemento tenendo conto delle dimensioni della vasca e lo spessore del vetro. Non altera i valori chimici dell’acqua, è quindi adatta a qualsiasi tipologia di allestimento. La sua colorazione è caratterizzata dalla presenza di microcristalli di quarzo, quindi potrebbe essere un ottimo elemento centrale di richiamo in un allestimento un po’ alternativo.

Pietre laviche

Le rocce laviche sono le più comuni in commercio, quindi le più presenti in acquariofila. Si tratta di un’aggregazione naturale di provenienza vulcanica. Essendo pietre molto leggere e dalle forme molto particolari, noterete che in acquario faticano molto ad andare sul fondo. Il motivo è semplice: sono molto porose, con molte minuscole cavità naturali; contengono quindi molta aria. Dopo un breve periodo, libereranno delle bollicine e non faticheranno a raggiungere il fondale. La loro colorazione è basata su sfumature di nero, per variare al grigio chiaro fino all’ambrato, per poi finire in rosso ramato in base alle qualità. La loro colorazione offre un meraviglioso contrasto con il verde delle piante e con fondi di colore chiaro. Eviterei fondi scuri che non farebbero risaltare l’aspetto di queste rocce.

In acquario si possono utilizzare senza nessun problema perché non modificano i valori dell’acqua. Fate però attenzione: la conformazione particolare potrebbe essere pericolosa per i pesci delicati, poiché gli spigoli risultano talvolta taglienti. Sono molto adatte per l’ancoraggio di piante epifite e muschi; addirittura, si vendono rocce laviche già allestite con Anubias e Microsorum. Comunque, non avrete nessun problema a far ancorare queste piante alla roccia, basta legarle con del filo di nylon nella posizione più accurata ed aspettare che le radici facciano il loro lavoro. Dopo di che, basta eliminare il filo di nylon che in precedenza le teneva ancorate. Il motivo della popolarità di questa pietra è da attribuirsi alla sua estrema leggerezza.

Questa qualità la rende utilizzabile in grandi quantità per la creazione di rocciate, molto suggestive e sicure. Basta utilizzare del comune silicone come elemento di fissaggio, per la creazione di grotte e rifugi molto articolati. Ricordate di fare asciugare il silicone prima di inserirlo in acqua, oppure usate delle specifiche colle bicomponenti che si asciugano anche in immersione.

Basalto

Il basalto risulta essere di origine vulcanica. Essa si forma a causa del repentino raffreddamento, che il magma subisce quando entra in contatto con aria fredda o acqua. Per questo motivo, a causa del metodo di formazione, può essere di qualità superiore o inferiore. Nell’ambito subacqueo si formeranno rocce a forma di cuscinetti, quindi arrotondate con consistenza a grana fine, e con la superficie leggermente vetrificata. Indipendentemente da come si forma, il basalto si presenta quasi sempre con una colorazione molto scura, al limite della gradazione nera, con un buon contenuto di silicio. Inoltre, per questo motivo il basalto è consigliato in acquari con molte piante, anche perché il contrasto risalta molto bene con il verde intenso, o con qualunque materiale di fondo altrettanto chiaro.

Basalto

Basalto

È molto compatto, quindi di peso abbastanza consistente. Si potrebbe presentare un problema per il suo utilizzo, perché a volte si fatica anche a frantumarlo per recuperare parti più piccole. Non influisce sulla composizione chimica dell’acqua e quindi è adatto a qualsiasi tipologia di allestimento. Una caratteristica da conoscere è che il basalto è una roccia molto ruvida, quindi stando a contatto con i vetri può rigarli facilmente. Le rocce di basalto hanno un prezzo molto economico e si trovano facilmente in qualsiasi negozio di garden.

Ardesia

L’ardesia è formata dalla sedimentazione di sabbie molto fini, che arrivano a creare una lastra di diversi spessori. È una pietra molto resistente alla compressione, inoltre ha la caratteristica di essere molto resistente agli agenti atmosferici; sopratutto, non è porosa, quindi ha eccellenti doti d’impermeabilità. È conosciuta universalmente come pietra da lavagna. E’ molto leggera ed è facilmente frantumabile, in forme prevalentemente di lastre. Questa sua caratteristica la rende molto utile per l’impiego in acquario, nella creazione di terrazze o barriere per suddividere eventuali territori. Inoltre, a suo favore c’è la superficie molto liscia, che potrebbe essere utilizzata per specie riproduttive che necessitano di substrati levigati per la deposizione delle uova.

Ardesia

Ardesia

Come avrete capito si presta a molteplici usi, non altera assolutamente i valori dell’acqua e può essere levigata e tagliata senza difficoltà. Il suo colore si presenta tra un misto di grigio intenso e un verde scuro. Anche qui, in base al tipo di sedimentazione(4), la colorazione potrebbe variare. In ogni caso, queste gradazioni di colore risalterebbero molto bene con fondi sabbiosi e chiari, e con piante dal colore verde brillante.

Marmo

Il marmo è formato da rocce sedimentarie, costituite per la quasi totalità da carbonato di calcio. Il suo colore non è mai lo stesso, essenzialmente perché è composto da presenze di minerali della roccia sedimentaria originaria. Attraverso un forte contrasto di temperatura e pressione, questi minerali vengono cristallizzati nella composizione classica del marmo che tutti conosciamo. Meno impurità ci sono, più la colorazione tenderà al bianco. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una pietra porosa, capace di trattenere sostanze liquide. È molto pesante, come il granito. Questo non gioca a favore di un suo utilizzo in acquario.

Marmo

Marmo

Inoltre non è mai semplice trovare la pietra grezza, che non sia stata lavorata con prodotti lucidanti o impermeabilizzanti. In acquario, a parte il problema del peso, che non vi permetterà un utilizzo su larga scala, dovete fare attenzione al fatto che è calcareo, quindi evitatelo in situazioni di acque acide e tenere, A meno che non necessario per alzare i valori di durezza. Per esempio, se avete un fondo in Akadama potete usarlo per saturare più velocemente il fondo. Sicuramente non è tra le più diffuse in acquario, per i suoi difetti, ma se si usano dei piccoli frammenti, il fondo dell’acquario risulterebbe esteticamente molto bello.

Porfido

Porfido

La formazione del porfido avviene tramite effusione vulcanica, cioè con un raffreddamento piuttosto repentino con l’aria. Ha un aspetto caratteristico, perché si presenta con una composizione microcristallina, che gli procura una certa lucentezza e brillantezza. A causa della forte presenza di cristalli quarzo, viene spesso definito come porfido quarzifero, anche se le colorazioni potrebbero essere differenti. Per la sua origine vulcanica, in acquario riesce a trovare un vasto impiego in diversi allestimenti; non comporta, infatti, nessuna variazione chimica. Ovviamente in vasca si nota subito, sopratutto per il suo colore, quindi è meglio non esagerare con il suo impiego.

Ciottoli di fiume

I ciottoli (con due “t”) sono rocce e sassi che si possono trovare facilmente in tutti i fiumi, sono di conformazione ovale, talvolta quasi sferica, e sopratutto hanno una superficie estremamente liscia. Tale conformazione si sviluppa con l’aiuto dell’acqua, che esercita un attività levigante in maniera costante, determinandone la forma e la sua bassissima ruvidità. E’ una roccia completamente naturale dove l’uomo non interviene in nessun modo, al contrario delle altre, in cui lucidature e tagli particolari producono varie forme e sfumature di colore (naturali però con un piccolo aiuto). Ne esistono di molte forme e colori, con tonalità molto interessanti. Personalmente preferisco quelli grigio chiaro, anche se quelli color bianco puro sono esteticamente favolosi.

Ciottoli di fiume

Ciottoli di fiume

Anche qui possono insorgere dei problemi a causa del loro peso; in grosse quantità potrebbero risultare un carico eccessivo per i vetri, specialmente se parliamo di vasche di medie dimensioni (fino a 150 litri) dove lo spessore dei vetri non è molto alto. In vasche con un litraggio superiore, e con dei vetri più spessi, il problema non si pone. Il loro principale utilizzo è nelle vasche per Ciclidi africani, dove ammassati uno sopra l’altro rendono l’habitat piuttosto simile a quello naturale. Va sottolineato che, come per il marmo, sono di roccia calcarea; quindi avranno anche un effetto sulla durezza dell’acqua. Con questi ciottoli potrete creare grotte accoglienti (previo sicuro incollaggio), luoghi ideali per la riproduzione dei Ciclidi.

Sopratutto l’estrema levigazione permette di avere a disposizione un ottimo fondo per la deposizione della colonia. Stanno molto bene su fondali sabbiosi, tendenti al bianco o color avorio; cercateli di varie dimensioni e forme in modo da simulare una combinazione simile a quelle presenti in natura. Oltre ad essere di facile reperibilità nei fiumi, si possono anche acquistare nei garden center ad un prezzo irrisorio.

Roccia pagoda

Il nome deriva dalla sua composizione a “strati”, che richiama la forma di una pagoda. È Degno di nota che pur essendo una formazione stratificata, che può far pensare ad una composizione calcarea, la Pietra Pagoda è completamente inerte e non altera i valori dell’acqua. Utilizzata in molti layout di tipo amazzonico, grazie al suo colore Rosso Rugine sembra quasi un’allestimento artificiale o, addirittura, un tronco adagiato sul fondo. Tale impressione svanisce abbinandola a legni, tipici del biòtopo.

Le rocce nel metodo Iwagumi

C’è un allestimento che viene comunemente chiamato Iwagumi; si tratta di una tipologia di layout nota anche come “acquario Zen”, che cerca di ricreare paesaggi rocciosi molto rilassanti alla vista. Solo alla vista, perché richiedono una manutenzione maniacale. Di solito c’è un ampio utilizzo di “Dragon Stone”, “Seyriu Stone” e “Mountain Stone”; sono i nomi con cui trovate quelle rocce nei negozi di acquaristica. Mettiamo un po’ di rocce e piante. Purtroppo non è così. Di per sé l’allestimento non è difficile, ma per essere considerato un Iwagumi deve apparire semplice e naturale.

Rocce Iwagumi

Rocce Iwagumi

Inoltre, l’equilibrio tra dimensioni, posizioni, angolazioni e orientamento delle rocce deve fondersi in un tutt’uno. Per questa tipologia di allestimento si può scegliere un solo tipo di roccia, nessuna diversità. Le rocce devono essere simili di colore e di struttura, ma di dimensioni diverse. Inoltre, vanno disposte seguendo il flusso dell’acqua perché si “immagini” la forza che l’acqua imprime alla roccia, determinandone la posizione e l’erosione. Non mi dilungo in questo caso nella composizione del layout, cerco solo di far capire come si può restare colpiti da questo tipo di composizione, in cui le rocce sono le protagoniste assolute.

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Rocce per acquario
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Amministratore del sito Forum Plus, appassionato di Internet, informazione e cultura.

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Note   [ + ]

1.Ecosistema: Insieme sistemico definito costituito da organismi viventi che interagiscono tra loro e con l’ambiente che li circonda. Come tale esso è una porzione dell’ecosfera e quindi della biosfera.
2.Pietra arenaria: Roccia sedimentaria composta di granuli dalle dimensioni medie di una sabbia. I granuli possono avere varia composizione mineralogica, in funzione dell’area di provenienza.
3.Piante epifite: Le piante epifite sono tutte quelle specie di piante che vivono su altre piante, di solito usate come semplice sostegno e non per procurarsi il nutrimento.
4.Sedimento: Un sedimento è un accumulo di materiale solido sulla superficie terrestre, derivato dall’azione di fenomeni e processi che agiscono nell’atmosfera, nell’idrosfera e nella biosfera.