Vescica natatoria e apparato respiratorio dei pesci

Molto spesso sentiamo parlare di “infezioni alla vescica natatoria” e “problemi respiratori” dei nostri beniamini; ma come sono fatti e, soprattutto, quali importanti funzioni svolgono questi due organi interni dell’anatomia dei pesci?

La vescica natatoria

La vescica natatoria, organo idrostatico posto sopra l’intestino, è noto anche con il nome di pneumatocisti. Questo organo interno è presente nella maggior parte dei pesci ed è grazie ad esso che essi possono muoversi lungo la colonna d’acqua (quindi verticalmente) ed avere al tempo stesso un galleggiamento efficiente. Essendo un organo idrostatico, può essere riempito con diverse quantità di gas (azoto, anidride carbonica e ossigeno) a seconda che il pesce voglia salire o scendere di profondità, oppure semplicemente galleggiare.

Vescica natatoria

Vescica natatoria

Il funzionamento è semplice: se il pesce vuole scendere in profondità farà uscire l’aria dalla vescica natatoria riempiendola d’acqua (così aumenterà il suo peso), mentre qualora intendesse salire verso la superficie dell’acqua non farà altro che riempire nuovamente la sua vescica natatoria con l’aria. Per chi di voi ha esperienza con il nuoto, è la stessa cosa che facciamo noi quando vogliamo andare in subacqua: se espiriamo l’aria riusciamo a restare in basso altrimenti, con i polmoni pieni d’aria, torniamo subito a galla.

Vescica natatoria dei pesci

Vescica natatoria dei pesci

Possiamo capire facilmente se i nostri pesci hanno una malattia della vescica natatoria, in quanto tenderanno a nuotare in modo sconnesso (proprio perché viene meno la sua funzione primaria). Ma lo scopo ultimo di questo organo non è solo quello descritto fin qui. Alcuni pesci la usano per amplificare i suoni/vibrazioni prodotti, ed inoltre rappresenta una scorta di ossigeno per i casi di emergenza in cui scarseggia nell’acqua.

Tutti i pesci hanno la vescica natatoria?

La risposta è no. Ne sono privi i alcuni pesci da fondo (come il Ghiozzo), ed altri grandi pesci come gli squali. La vescica natatoria si presenta come un sacco allungato e, a volte, anziché essere unica è divisa in due (in alcuni casi anche più parti) da una strozzatura (detta dotto comunicante) come nel caso dei Ciprinidi. In presenza di due camere, esse sono suddivise in “anteriore” (dedicata alla produzione di gas) e “posteriore” (dedicata all’assorbimento del gas).

Quando la vescica natatoria resta connessa al tratto gastro-esofageo (parete dello stomaco o dell’esofago) tramite il dotto pneumatico si di dice che è di tipo fisostoma. Altre volte, invece è priva del dotto pneumatico ed è caratterizzata da setti che la suddividono dandogli la forma “a spugna”, in questo caso è detta fisoclisti.

L’apparato respiratorio dei pesci

I pesci per vivere hanno bisogno di ossigeno e, a differenza di altri animali, molti di loro non sono in grado di estraporarlo direttamente dall’aria ma lo devono prendere dall’acqua. A tale scopo utilizzano le branchie.

Le branchie

Le branchie sono strutture filamentose vascolarizzate (ricche di vasi sanguigni) poste ai lati della faringe, che permettono al pesce di assumere acqua attraverso la bocca, farla passare dalla faringe, ed eliminare l’anidride carbonica, con il conseguente ossigenamento del flusso sanguigno. Questo sistema complesso di vasi sanguigni è contornato da un epitelio (tessuto elastico che costituisce il rivestimento interno dell’organo) che fornisce una sottile barriera tra il sangue e l’ambiente esterno.

Il labirinto e altri organi per estrarre ossigeno

Alcuni pesci, più rari, hanno sviluppato degli organi respiratori accessori per estrarre l’ossigeno, questa volta non dall’acqua ma dall’aria. Questi sono conosciuti come pesci labirintici, (un esempio noto è quello dei pesci combattenti), che hanno un organo detto appunto il labirinto posto dietro la testa, che svolge questa funzione. Altre specie sono in grado si assumere ossigeno attraverso la pelle (come le anguille) o attraverso la vescica natatoria. Altri ancora, come l’Hypostomus plecostomus, respirano aria solo quando ne hanno bisogno e sono detti “respiratori d’aria facoltativi“. In particolare. la capacità di estrapolare ossigeno dall’aria è caratteristica dei pesci che vivono in acque poco profonde dove può verificarsi questa esigenza.

Articolo di: Sara

Vescica natatoria e apparato respiratorio dei pesci
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