Fast Striker: recensione di un ritorno al passato

Fast Striker è un nome relativamente noto agli appassionati di retrogame e di Shoot’em Up verticali. Perchè? Il gioco è riuscito ad attirare l’attenzione nel 2010, grazie alla pubblicazione su Dreamcast e NeoGeo. Se la data di pubblicazione ti sembra tardiva, hai ragione: Fast Striker è stato un retrogame ispirato ai classici del passato, effettivamente pubblicato su una console, appunto, di un’era passata.

Fast Striker

Fast Striker

Molti anni dopo, in questi giorni, il gioco riceve un porting ufficiale su PlayStation 4 e PSVita, riproponendo esattamente le stesse meccaniche e gli stessi livelli, nonché la stessa grafica. Senza il fascino del “salto temporale” vale la pena recuperarlo, oppure si pone come una classicissima operazione nostalgia?

Fast Striker: La storia

In realtà non possiamo parlare propriamente di “storia”, quanto piuttosto di un contesto che racchiude tutte le nostre battaglie. Essendo un titolo arcade, infatti, Fast Striker si concentra interamente sul gameplay, proponendo un’azione senza troppi preamboli. Tuttavia, parlando dell’ambientazione che racchiude i combattimenti, risulta subito palese quanto sia priva di stile o di originalità. Infatti, ciò che si presenta al giocatore è un classico gioco futuristico con mech e navicelle. Lo stile generale, i nemici e persino gli sfondi dei livelli sono estremamente “generici”, risultando un “già visto” che non propone nulla di memorabile od originale.

Fast Striker gameplay

In altre parole, ci troviamo davanti ad un sparatutto indefinito, che ripropone i classici “canoni” stilistici di alcune vecchie glorie, senza provare a distaccarsi aggiungendo qualcosa di proprio; creando la sensazione del classico esempio: “copia i compiti, ma cambia qualcosa per non farlo vedere”.

Il vero piatto forte

Se sei un purista che pensa solo al punteggio ed alla propria maestria nei livelli, allora potresti dare poco peso alla poca caratterizzazione del gioco. In tal caso, eccoci arrivati al paragrafo che stavi aspettando: il gameplay.
Come qualsiasi altro gioco del genere, il gameplay è il vero cavallo di battaglia del titolo, risultando il motivo principale per considerarne l’acquisto o meno. In questo caso, Fast Striker riesce a risollevarsi? Andiamo con ordine.

Il gioco propone ben 4 modalità, che vanno a delineare una difficoltà più o meno alta nel corso dei 6 livelli, oltre che una differenza nel sistema di punteggio, che vedremo più avanti. In parole povere, sono 4 livelli di difficoltà che modificano parzialmente anche i livelli del gioco. All’atto pratico il gameplay vede la nostra navicella fronteggiare diverse ondate di nemici, ognuno con dei pattern propri e delle formazioni ben delineate per ogni stage.

Fast Striker gameplay del gioco

Come al solito, il nostro compito è quello di schivare i colpi che ci arrivano addosso e distruggere gli avversari, al fine ultimo di arrivare al classico boss di fine livello, di cui occorrerà memorizzare gli attacchi. In pratica, un gameplay molto classico, che prende a piene mani dalle vecchie glorie del passato, riproponendo una struttura solida e collaudata.

C’è da dire che questa impalcatura è impreziosita da alcuni mini-boss od ostacoli ambientali (come muri laser o mine vaganti) durante i livelli. Un’ottima trovata, che aggiunge un pò di pepe e divertimento, riuscendo a spezzare la monotonia generale.
Infatti, in tutto questo, il giocatore ha soltanto 3 vite a disposizione, rendendo fondamentale memorizzare i pattern dei nemici e la struttura delle ondate; in caso contrario la morte sopraggiunge in modo frequente, facendoci sprecare le nostre preziose vite. Questo risulta determinante contro i boss di fine livello, durante i quali la schermata diviene simile a quella di un bullet hell.

Proprio come impone la tradizione arcade, le vite sono condivise per tutti i 6 stage proposti, costringendo l’utente a ripeterli più volte, fino al raggiungimento di una conoscenza ed abilità sufficienti per arrivare fino alla fine del gioco, tutto d’un fiato. Sia chiaro, non è un difetto, ma una caratteristica che inserisce Fast Striker nella classica tradizione arcade.

Tuttavia, nonostante occorra rigiocare più volte i 6 livelli prima di portarli a termine, la longevità del titolo resta comunque esigua se non si punta ad avere dei punteggi alti. Per i giocatori ferrati nel genere, peraltro, risulta molto semplice arrivare in poco tempo alla conclusione dell’avventura, soprattutto in caso di sessioni di gioco relativamente lunghe.

Sparatutto a scorrimento verticale

In questo senso, di certo non aiuta l’assenza di una classifica dei punteggi interna al gioco. Nel caso delle vecchie versioni la classifica online era sul sito ufficiale per ovvi motivi, essendo il titolo su console “datate”; tuttavia, nel caso di un porting sugli hardware recenti, sarebbe stato lecito aspettarsi una voce nel menù principale, al fine di stimolare la rigiocabilità o dare un motivo immediato per cercare di migliorare il proprio punteggio.

L’assenza di questa caratteristica si sente particolarmente proprio per la brevissima longevità rappresentata dai soli 6 livelli, nonchè per la natura puramente arcade del titolo, che basa tutta la sua rigiocabilità sui punteggi e sulla maestria necessaria ad ottenerli.

Parlando maestria, va detto che i comandi della navicella riprendono quelli dei classici del genere; pertanto vediamo un fuoco primario, che può essere utilizzato con una rosa ampia o stretta, a seconda della pressione sul tasto; oltre che dei potenziamenti dello stesso, diversi in base alla modalità selezionata. Inoltre, abbiamo la possibilità di sparare dietro di noi, per eliminare alcuni nemici che normalmente sarebbero difficoltosi da gestire.

A questo si aggiunge la classica “bomba” di salvataggio, che qui avrà una funzione leggermente diversa dal solito. Infatti, in questo caso parliamo di un vero e proprio scudo, che ci rende invulnerabili per diversi, preziosi, secondi, permettendoci anche di sparare più velocemente il nostro fuoco primario.

Sparatutto power up

A questi elementi di stampo classico si aggiunge, come accennato, un sistema di punteggi, differente per ogni modalità e motivo di rigiocabilità per i completisti.

Di fatto, il titolo propone una grande enfasi sul punteggio e sulle combo, chiedendo al giocatore di eliminare i nemici in modi particolari e diversi in base alla difficoltà scelta. Per esempio, nella modalità Original vediamo gli avversari sconfitti che lasciano power up temporanei, con cui lanciare dei razzi extra, aumentando combo e punti; oppure nella modalità Maniac occorre eliminare le navette nemiche considerando la nostra distanza da loro e la successione di colpi, al fine di creare una catena di combo sempre presente.

Il gameplay appena descritto potrebbe divertire, se si apprezza il genere. Il problema, tuttavia, risiede nella struttura profondamente derivativa, che richiama i classici del passato in modo fin troppo evidente. Il sistema di punteggio modificabile non basta a risollevare il gioco, che risulta essere profondamente generico in tutti i suoi aspetti. Potrebbe piacere ai culturisti degli Shoot’em Up, ma è anche vero che un giocatore esperto di questi titoli vedrà in Fast Strikr un’aura di “già visto” che persiste in ogni momento.

La grafica dal passato

La grafica del titolo risulta bella da vedere, se consideriamo la console di pubblicazione originaria. Molti elementi delle schermate, partendo dal nostro personaggio, sono in una splendida grafica 3D, che ci viene presentata accanto ad altre componenti bidimensionali, creando gli scenari in cui affrontiamo ogni sparatoria. Lo stile visivo e la realizzazione tecnica stessa richiamano, anche in questo caso, i grandi fasti del passato.

Il problema, questa volta, risiede nell’eccessiva complessità degli sfondi, che in alcuni casi hanno anche dei colori simili a quelli dei nemici su schermo. Questo risulta in una spiacevole sensazione di confusione durante alcune fasi particolari, dato che il fondale in movimento distrae dai, più importanti, combattimenti in corso.

Nulla da dire, invece, per il comparto sonoro, protagonista di musiche molto belle ed orecchiabili, nonché uniche per ogni livello del gioco. Lo stesso dicasi per gli effetti, perfetti in ogni situazione e mai fuori luogo.

Per concludere

Fast Striker è un gioco divertente, che può essere apprezzato in un momento di noia in cui si è particolarmente nostalgici. Tuttavia il titolo si limita a fare solo questo, risultando generico e derivativo in ogni suo aspetto. Questo è visibile nella grafica e l’ambientazione, nonché la struttura del gameplay stesso, profondamente ancorata ai classici del genere e collaudata in ogni sua caratteristica.

A chiudere il quadro ci pensa il numero esiguo di livelli, che riescono ad offrire qualche ora in più solo se il giocatore è interessato ai punteggi ed ai record. Può piacere. Ma senza il fascino del “salto temporale” descritto all’inizio, perde tutto il suo appeal. E’ evidente che la cosa sia voluta, tuttavia, in questo caso, il titolo si adagia fin troppo sugli allori dei vecchi classici.

Autore: Giuseppe Gabriele Rocca di iCrewPlay.com

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