Attivatori batterici acquario

Sul discorso degli attivatori batterici acquario ho pensato di relazionare una considerazione in base alla mia esperienza e a quello che ho letto su alcune riviste nel settore.

Tutti noi conosciamo i famosi “attivatori batterici”, molti di noi sicuramente li hanno utilizzati almeno una volta da neofiti in acquario e c’è chi li continua ad utilizzare anche da esperto.

Gli attivatori batterici in acquario

Il funzionamento è semplice. In genere nel flacone sono presenti dei batteri di due tipi (salvo sia esplicitamente scritto un solo tipo) in stadio inibito: I Nitrosomonas e i Nitrobacter. Entrambi questi due tipi in pratica espletano delle funzioni consumando ossigeno che utilizzano proprio per “lavorare”. I primi commutano ammonio e ammoniaca in nitriti, i secondi invece commutano i nitriti in nitrati (sicuramente meno pericolosi per le forme di vita che popoleranno la vasca o quantomeno non in tempi brevi).

Attivatori batterici acquario

Attivatori batterici acquario marca SERA

Ora veniamo alla considerazione sull’utilizzo degli attivatori batterici: in pratica quando viene immesso un quantitativo di prodotto pari al litraggio netto dell’acquario, questi batteri si “svegliano” poiché in presenza dell’ossigeno disciolto nell’acqua cominciano a espletare le loro funzioni. Salvo casi di grande inquinamento dell’acqua, di norma il processo in circa 24 ore si completa.

Si ottiene quindi un’acqua priva di ammoniaca e priva di nitriti. Per questo troviamo la famosa scritta sulle confezioni di molti prodotti che cita più o meno: “dopo 24 ore è possibile inserire i primi pesci”. In realtà non si tratta di una favola ma nemmeno di una verità assoluta. I casi più frequenti di utilizzo avvengono quando si avvia per la prima volta un’acquario.

Solo quando il sistema di filtraggio non è certo pronto a lavorare come dovrebbe (non è “maturo”). Si inserisce l’attivatore batterico e in effetti dopo 24 ore otteniamo (o dovremmo ottenere per meglio dire) il risultato desiderato. Però, non basta certo a garantire la funzionalità completa ed effettiva del filtro! Mica basta fare così che il filtro diventa maturo.

Il ciclo biologico

I batteri dopo aver completato il loro lavoro tenteranno di insediarsi nei materiali appositi che si trovano nel filtro (spugne, cannolicchi, bioballs, ecc.) ma questo è un processo lungo e comunque la maggior parte di questi non riuscirà ad attecchire sui materiali in modo stabile e morirà. Per questo motivo il filtro dovrà continuare la sua maturazione naturale per il periodo previsto in genere di un mese (più o meno).

I batteri cominceranno a formarsi e ad attecchire ai materiali, e a riprodursi completando il ciclo biologico naturale del filtro. Questo perché mentre i batteri del tipo Nitrosomonas saranno i primi a svilupparsi in modo abbastanza rapido, i Nitrobacter sono molto più lenti nel loro sviluppo.

Per questo quando il filtro è in maturazione avremo un periodo in cui si raggiungerà un picco alto di NO2- che indicherà che l’ammoniaca viene commutata in nitrito ma ancora non c’è una adeguata commutazione in nitrati.

Utilizzare un attivatore batterico di qualità

Quindi, in sostanza, utilizzando un attivatore batterico di qualità, si aiuterà il filtro nella sua maturazione ma non si otterranno miracoli. Probabilmente sarà solo possibile accorciare i tempi del filtro di qualche giorno (penso al massimo una settimana prima se usati regolarmente.

Ma questa non è una certezza e comunque varia da acquario ad acquario da attivatore ad attivatore, ecc. Meglio sempre fare dei test per essere sicuri). Inserire quindi i primi pesci ad acquario appena avviato e dopo 24 ore dall’introduzione del prodotto creerà (nella migliore delle ipotesi).

Una sorta di paradiso artificiale che avrà durata momentanea al primo riformarsi dei detriti coadiuvato dai pesci stessi e dal cibo somministrato. L’acqua diverrà ben presto velenosa per i nostri amici. Questo ci imporrà di effettuare spesso dei test per controllare gli NO2- presenti in vasca.

Bisognerà reinserire la quantità di prodotto necessaria e controllare lo stato dell’ossigeno perché i batteri ne consumeranno tantissimo lavorando in modo massiccio e non equilibrato.

Maturazione acquario

Tutto questo comunque per un tempo che varierà di poco da quello previsto per la normale maturazione. Diciamo che è possibile magari dopo circa due/tre settimane di maturazione del filtro, inserire dei pesci di fondo (a seconda del tipo di acquario che vogliamo realizzare) tipo gli Ancistrus ad esempio che sono molto resistenti a certi livelli di inquinamento (ma non certo immuni).

Possono inoltre aiutare il filtro nella sua maturazione ed assieme all’attivatore, è possibile guadagnare un po ‘di tempo in anticipo sulla durata del ciclo. Il consiglio primario per la sicurezza dei pesci e per un’ottima riuscita nella realizzazione del loro habitat rimane quello di dare all’acquario il corretto tempo per una maturazione completa.

Esempi di attivatori batterici per acquario della SERA:

 

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