Mygrantour: Guide turistiche in Italia

Tutte le strade possono portare all’integrazione. Ed è proprio sulla strada che nasce e si sviluppa “Mygrantour”. Il progetto si basa sul turismo a kilometro zero. Con protagonisti un po’ particolari. A spiegare le bellezze architettoniche e artistiche, ma anche i luoghi dell’immigrazione di Torino, Firenze, Milano e Roma, sono guide provenienti da paesi lontani.

Mygrantour

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Guide turistiche Mygrantour

Persone giunte in Italia spesso da situazioni difficili, che hanno imparato a conoscere il nostro Paese tanto da poterlo spiegare agli altri. In quasi 6 anni, dall’anno di nascita di “Mygrantour” nel 2010, quasi undicimila persone, studenti delle scuole secondarie, turisti stranieri ed italiani, residenti dei quartieri, gruppi e associazioni, hanno scoperto le caratteristiche di un’iniziativa a metà tra turismo, cultura e immigrazione. La paternità del progetto spetta a “Viaggi solidali”, un tour operator nato a Torino 15 anni fa con l’obiettivo di diffondere un turismo responsabile.

Linee guida la solidarietà internazionale, l’educazione allo sviluppo e l’organizzazione di eventi. Fino a quando nel 2009 nasce l’idea di “Mygrantour”. “Volevamo portare i torinesi a scoprire il mondo fuori casa, spiega a ‘Redattore sociale’, il creatore dell’iniziativa Francesco Vietti, 35 anni, dottore di ricerca in Antropologia delle migrazioni. Oggi a Torino abbiamo cinque itinerari tematici: i primi due attraversano i quartieri di Porta Palazzo e San Salvario, ai quali si sono presto aggiunti Mirafiori sud e corso Regio Parco.

L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Borgo San Paolo, una zona in cui negli ultimi anni si è stabilita una numerosa comunità latinoamericana”. Nel solo capoluogo piemontese ci sono almeno quindici stranieri impegnati nel ruolo di speciali guide turistiche. Marocco, Tunisia, Sudan, Cina, Senegal, Romania, Perù e Colombia la loro provenienza originaria. “Mygrantour” ha avuto in poco tempo un buon successo.

Tanto che, nel corso di pochi anni, l’iniziativa, da Torino, ha creato suoi cloni in Italia a Genova, Firenze, Milano, Roma e Napoli. Quindi più recentemente ha superato i confini nazionali. Così ora anche a Parigi, Lisbona, Marsiglia e Valencia c’è chi può apprezzare la bontà del progetto. Per restare dalle nostri parti, è interessante il caso di Milano. Il capoluogo lombardo, una delle città italiane più legata a fenomeni migratori sin dagli anni Ottanta, si è aperta a Mygrantour dal 2011.

Oggi sono quattro i percorsi disponibili. Due in via Padova, strada simbolo delle comunità straniere e spesso agli onori per episodi di cronaca nera. Il primo è “via Padova, una finestra sul mondo”. Si tratta di una passeggiata che parte dalla chiesa di San Crisostomo, luogo di culto frequentato da italiani e migranti, per poi procedere lungo la via in direzione di Piazzale Loreto. Tra le tappe la Casa della Cultura Musulmana, la moschea di Milano, il Parco del Trotter, spesso poco conosciuto e oggi una realtà molto attiva nel campo dell’integrazione in ambito scolastico e sociale.

Infine, l’ultima parte del percorso prevede anche visite ad attività commerciali e di ristorazione di diverse provenienze, dai minimarket internazionali alle piñaterie. Sempre nella stessa zona c’è poi “Via Padova, una finestra sul mondo per studenti e giovani adulti”. In questo caso la proposta turistica parte da Villa Pallavicini, all’altezza del Naviglio della Martesana nel Borgo di Crescenzago, per poi toccare la Curt de l’America, una volta punto di partenza di emigranti italiani che aspettavano il visto per l’America ed ora abitazione di immigrati arabi, filippini, bengalesi, cinesi.

Gli altri due percorsi milanesi sono: “Via Paolo Sarpi-T’el chi Chinatown” e “Porta Venezia: dai Promessi Sposi al Corno d’Africa”. La visita a via Paolo Sarpi è l’occasione per un’immersione nella cultura orientale senza dimenticare il passato e il presente commerciale di una zona diventata recentemente area pedonale. Occhio anche all’attualità con i giardini dedicata a Lea Garofalo, simbolo della lotta alla ‘Ndrangheta. L’ultima proposta del “Mygrantour” milanese conduce nel quadrilatero compreso tra Corso Buenos Aires, Via San Gregorio, Via Lazzaretto e Via Vittorio Veneto.

Tra le vie che ricordano i Promessi Sposi di Manzoni e la migrazione straniera, soprattutto proveniente dal Corno d’Africa, ci sarà spazio anche per la chiesa Ortodossa di Via San Gregorio e l’albergo Diurno di Piazza Oberdan. Tutto questo sempre all’insegna di un concetto. Che va ben oltre il turismo. Conoscere punti di vista diversi dal proprio è il miglior modo per accettare gli altri e allargare la propria mente.

Fonte: www.all-tv.tv

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