I vampiri esistono

I vampiri esistono o sono esistiti un tempo. Oppure, sono soltanto una leggenda. Queste sono di solito le supposizioni che possono venirci in mente quando sentiamo parlare di Vampiri.

I vampiri esistono? I vampiri sono un’autentica antica paura, un terrore che quasi tutte le comunità umane conoscono. Il modo di combattere i vampiri è fondamentale per molte credenze popolari. Ma sono realmente mai esistiti? In questo articolo, tratteremo questo antico mistero cercando di darne una risposta riportando molte informazioni che riguardano questo mistero; l’esistenza dei vampiri.

Da sempre, l’oscurità e la morte sono le più potenti delle paure dell’uomo dai recessi dai nostri terrori più profondi. La mente umana evoca immagini che ci ossessionano e ci affascinano ed è proprio qui che troviamo il principe delle tenebre. Una creatura immortale che aggredisce i vivi nutrendosi del loro sangue.

La leggenda del vampiro

La leggenda del vampiro nasce da coincidenze casuali e da incontri inquietanti con la morte e con l’ignoto. Non c’è dubbio che per gli uomini e le donne del diciassettesimo i vampiri esistevano realmente. Miti e leggende presenti nelle culture di tutto il mondo ci narrano dell’esistenza di creature resuscitate della morte per succhiare il sangue dei vivi.

I vampiri esistono

I vampiri esistono

La scienza odierna inizia a svelare i misteri della natura ma la superstizione è ancora fortemente radicata in molte culture. Il vampiro, la maggior parte delle volte non è un affascinante sconosciuto ma è il vicino di casa. Un defunto sepolto che torna dall’aldilà per portare morte a coloro che lo avevano conosciuto in vita.

Nella finzione, il morso del vampiro fa sì che la vittima si trasformi dopo la morte. Anche in molte tradizioni si crede che il morso possa contagiare la vittima. L’Europa è popolata da migliaia di storie sui vampiri, molte sono differenti, ma il fattore che le accomuna tutte è la capacità di uccidere succhiando il sangue delle vittime.

Il sangue è la loro linfa vitale. Bevendo il sangue delle vittime, il vampiro riesce a ottenere una sorta di immortalità maledetta.

I vampiri esistono: Il primo vampiro

La più antica presunta presenza di un vampiro al mondo risale a circa 4 mila anni fa, ai confini dell’europa orientale dove si continua ancora oggi a credere nell’esistenza dei vampiri. Praga, è la capitale della repubblica ceca, dove c’è stato il più antico caso di sospetto di vampirismo. Nel corso di alcuni scavi nei pressi del villaggio di Miku lovis ad Est di Praga si fece un’interessante scoperta.

Dei ricercatori trovarono un antico sito sepolcrale con duecento scheletri dell’età del bronzo risalente a circa quattromila anni fa. Tutti gli scheletri, erano sepolti nello stesso modo; con la testa rivolta a sud e il corpo girato sul lato destro. Però, solo uno di questi scheletri si distingueva da tutti gli altri. La sua testa era rivolta a nord.

L’esatto contrario rispetto alla disposizione di tutti gli altri membri della comunità. Rispetto agli altri, questo scheletro era in una posizione isolata e i suoi resti erano stati sepolti in una fossa e non in una tomba. Si suppone che questa persona doveva essere alla stregua di un criminale.

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Comunque sia, una strana caratteristica per una sepoltura con un enorme pietra collocata sul corpo. Lo scheletro era schiacciato da questa grossa pietra posata sul torace per qualche motivo. Sembra che volevano impedire al corpo di muoversi. A quanto pare, chi lo aveva sepolto temeva che il defunto poteva riaffiorare dalla tomba.

Questo spiegherebbe il sasso posato sul torace. Lo scheletro è stato esaminato dall’accademia Ceca delle scienze e dai test sulle ossa i resti di questa persona erano di un maschio con un età compresa tra i venti e i trentacinque anni. Le analisi forensi evidenziarono qualcosa di inquietante sull’osso temporale.

C’era un taglio appena al di sopra delle estremità della mandibola e che andava dal lato destro al sinistro del volto. Evidenti segni di violenza sul corpo che evidenziano un colpo tale da spezzare l’osso della mandibola. Inoltre, anche un altro colpo brutale sul cranio, una forte contusione che sarebbe stato in grado di provocarne la morte di questa persona nel giro di uno o due minuti al massimo.

Probabilmente, questa persona è stata uccisa perché sospettata di essere un vampiro. In alcuni remoti villaggi della Romania la paura dei vampiri è tuttora molto presente e alcuni presunti vampiri sarebbero stati uccisi anche di recente.

I cacciatori di Vampiri

La leggenda di Dracula proviene dalla Transilvania e va fino alla capitale del paese. In un villaggio sperduto in questo paese, venne scoperto nel luglio del 2004 una tomba con un cadavere in decomposizione con il cuore estratto. In questo paese, le antiche leggende sui vampiri vengono prese molto sul serio. Un presunto caso di vampirismo risalente all’età del bronzo.

Ma in modo i cacciatori di vampiri identificano un presunto “succhiasangue”? In uno dei più antichi testi sulla caccia ai vampiri di cui si sia a conoscenza scritto nel 1706, viene descritto tutto nei minimi dettagli. Anche di alcuni casi in cui i vampiri erano stati processati e condannati. C’era descritto anche un celebre caso che riguardava una persona che ogni notte dopo la sua morte usciva dalla tomba.

Giaceva con sua moglie e ne beveva il sangue ed è stato condannato come vampiro. Quindi, è stato disseppellito e gli è stato conficcato un paletto nel cuore. L’antico testo documenta l’uso di paletti e la cremazione del condannato ma non faceva alcun riferimento a delle pietre. Tuttavia, rivelava le tecniche usate per individuare un sospetto vampiro.

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I cacciatori di vampiri e i tribunali che si occupavano di questi casi esaminavano la bocca in cerca di eventuali tracce di sangue. Inoltre, esaminavano la flessibilità degli arti e in alcuni casi lasciavano il corpo all’aperto anche per sei settimane per accertarne il processo di putrefazione. Questi cacciatori di vampiri individuavano la prova di vampirismo in un corpo in decomposizione.

Defunti scambiati per vampiri

Secondo la scienza però, alcune manifestazioni fisiche nella prima fase del processo di decomposizione possono essere state scambiate a quei tempi come sintomi di vampirismo. Spesso, i corpi riesumati venivano identificati come vampiri a causa del gonfiore e del colore rossastro del corpo. Effetti attribuiti al sangue che avrebbero bevuto.

Defunti scambiati per vampiri

Defunti scambiati per vampiri

Ma la spiegazione scientifica è il volume corporeo complessivo che aumenta. Non è il peso che aumenta ma soltanto il volume del corpo. Questo può dare l’impressione che una persona sia aumentata anche di peso. L’unica spiegazione che si davano a quei tempi è che il morto continuava a nutrirsi di sangue umano.

La forte distensione del corpo può in alcuni casi produrre un dislocamento degli arti. Un dislocamento come se si muovessero gli arti e con l’impressione che il corpo avesse lasciato la tomba e fosse tornato tra i vivi. Se si perfora la pelle di un morto con un paletto, i gas fuoriescono emettendo un suono come un impressionante urlo.

Forse, quattromila anni fa i cacciatori di vampiri notavano questi fenomeni naturali collegati al processo di decomposizione ma ne attribuivano una loro spiegazione. Probabilmente è per questo che cercavano di impedire al corpo di riemergere dalla tomba.

Cimitero dei vampiri

Esistono dei documenti su un cimitero dei vampiri risalenti al decimo secolo. Questi documenti evidenziano una spietata brutalità di cui erano capaci i cacciatori di vampiri. Gli archeologi avevano trovato resti di defunti con nel torace tracce di legno. Il torace di queste persone veniva trafitto con un paletto di legno. La spiegazione più logica è che volessero impedirgli di tornare tra i vivi.

Cimitero dei vampiri

Cimitero dei vampiri

I cacciatori di vampiri erano implacabili e distruggevano il cuore di queste persone per impedirgli di tornare tra i vivi. Il particolare più interessante però, è il ritrovamento di uno scheletro che dimostrava che gli uccisori di vampiri si servivano di pietre che collocavano sul torace del defunto.

Erano convinti che prima di tutto fosse necessario immobilizzare le parti del corpo che consideravano le più pericolose come la testa, il cuore e i piedi. Con il passare del tempo, gli uccisori di vampiri si sono evoluti passando dalla pietra al paletto di legno.

Vampirismo

In passato, la minaccia dei vampiri era una questione molto seria, tale da far attuare delle autentiche contromisure per impedire ai morti di ritornare dalla tomba. I metodi di sepoltura prevedevano l’uso di pietre, paletti di legno, punteruoli, aghi e anche chiodi per immobilizzare i corpi. A volte, le salme venivano tumulate con la testa mozzata è rivolta all’indietro per impedirgli di riconoscere la strada nel caso tornino in vita.

Vampirismo

Vampirismo

Alcuni credono che la pietra tombale serva a tenere il defunto immobilizzato. Però, non necessariamente il vampiro esce fisicamente dalla tomba col proprio corpo per andare a mordere le vittime al collo. Secondo le credenze popolari il defunto è considerato semplicemente un “non morto”. In passato, la superstizione e la paura degli abitanti dei villaggi diede inizio alla caccia ai vampiri nei cimiteri.

La pratica di stanare i vampiri divenne così diffusa che diventò una vera e propria professione per i più coraggiosi; il cacciatore di vampiri. Un individuo dall’istruzione elevata che in genere erano studiosi che ricoprivano ruoli di prestigio nelle migliori università. Potevano essere dei dottori di filosofia, teologia o storia.

Insegnavano e scrivevano ma allo stesso tempo erano profondamente convinti dell’esistenza dei vampiri. Spesso, questi colti gentiluomini si dimettevano dalle proprie cariche accademiche per intraprendere dei lunghi viaggi per l’europa visitando i villaggi e le città infestate da vampiri.

Conclusioni sui vampiri e il vampirismo

Esistono documentazioni, ritrovamenti, dichiarazioni e molto altro che riguardano la presunta esistenza almeno di tempo fa, dei vampiri. Secondo la scienza, si tratta però di sole superstizione perché le persone di un tempo non sapevano darsi sempre una risposta alle loro domande. Un morto poteva essere ritrovato nella sua bara in una posizione diversa da quella originale.

Oggi, ne conosciamo i motivi ma un tempo si riteneva che il morto voleva uscire dalla sua bara per attaccare i vivi. Prove evidenti dell’esistenza di vampiri non ne esistono anche se però, c’è chi afferma che in gran segreto i cacciatori di vampiri esistono ancora. Molti, appena sentono la parola “vampiro“, lo attribuiscono al conte Dracula.

In realtà, i vampiri esistono in praticamente tutte le culture e se ne parla fin dall’alba dei tempi. Quindi, non c’è una vera e propria origine del vampirismo. Probabilmente, se sono esistiti, sono molto più antichi di quanto pensiamo.

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